L’uomo che piantava gli alberi riassunto

L’uomo che piantava gli alberi riassunto breve e dettagliato del racconto “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono con trama, significato e commento.

Riassunto L’uomo che piantava gli alberi

L’uomo che piantava gli alberi è un racconto pubblicato nel 1953 e scritto da Jean Giono, noto saggista e scrittore francese. É la storia di un pastore che con costanza e dedizione riesce, da solo, a riforestare un’intera vallata nella zona delle Alpi provenzali francesi nella prima metà del ‘900.

L’uomo che piantava gli alberi riassunto

L’uomo che piantava gli alberi trama

La trama inizia con il narratore della storia, un giovane escursionista, che intraprende un’escursione a piedi sulle pendici delle Alpi provenzali. Il giovane narratore, mentre si trova in una vallata deserta e senza alberi, finisce le scorte d’acqua; nella valle cresce solo della lavanda selvatica e non c’è alcun segno di civilizzazione tranne un villaggio ormai abbandonato e in rovina. A un certo punto il ragazzo incontra un pastore con il suo gregge di pecore: il pastore si chiama Elzeard Bouffier e viene descritto come un uomo piuttosto silenzioso che offre al giovane dell’acqua e successivamente lo ospita a casa sua per passare la notte.

L’uomo che piantava gli alberi riassunto breve

Il riassunto breve del racconto L’uomo che piantava gli alberi continua con il narratore che nella giornata successiva segue il pastore Elzeard mentre compie le sue attività. Scopre così che ogni giorno Elzeard Bouffier pianta 100 ghiande perchè ha deciso di migliorare la desolata vallata in cui vive facendo crescere, un poco alla volta, una vera e propria una foresta. Bouffier ha 55 anni e, divenuto vedovo, si è ritirato sui monti piantando in tre anni 100.000 ghiande con l’intento di far nascere 10.000 querce.

riassunto L’uomo che piantava gli alberi

L’uomo che piantava gli alberi riassunto dettagliato

Il riassunto dettagliato prosegue con lo scoppio della prima guerra mondiale e con il giovane che si arruola come soldato, mentre il pastore continua a piantare alberi. Il narratore torna in quei luoghi nel 1920 dopo il congedo e trova con grande sorpresa un paesaggio totalmente cambiato: sono cresciuti moltissimi alberi diventati già alti, per di più non solo querce ma anche betulle e faggi. La foresta si estende per circa 11 km e nei ruscelli, una volta secchi, ora scorre di nuovo l’acqua. Anche Elzeard Bouffier è cambiato e da pastore è divenuto apicoltore.

Trama L’uomo che piantava gli alberi

Il ragazzo ogni anno fa visita a Bouffier che nel frattempo continua a piantare alberi con la foresta che continua ad estendersi sempre di più. Arriviamo così al 1935 quando la foresta viene visitata da una delegazione governativa che decide di metterla sotto la protezione dello Stato. Col passare degli anni scoppia la seconda guerra mondiale: anche se la Francia ha grande bisogno di legname, la foresta di Elzeard non corre pericolo di essere disboscata.

Riassunto della storia L’uomo che piantava gli alberi

La storia si conclude con il narratore che incontra l’amico pastore per l’ultima volta nel 1945, al termine della guerra: ormai il paesaggio arido si è trasformato in una regione verde e ricca di alberi, con tante persone che hanno iniziato a ripopolare il vecchio villaggio e i dintorni della foresta dove ora sorgono fattorie e coltivazioni.
Il racconto si chiude con la morte di Elzéard Bouffier, l’uomo che piantava gli alberi, serenamente avvenuta nel 1947 in una casa di riposo.

L’uomo che piantava gli alberi riassunto

L’uomo che piantava gli alberi significato

Per parlare del significato del racconto è importante sottolineare che ci troviamo davanti a una storia breve ma intensa, capace di coinvolgere emotivamente il lettore. L’uomo che piantava gli alberi parla del rapporto tra l’uomo e la natura raccontandoci di come “gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione“. La storia è anche un esempio di resilienza e altruismo, con un impegno portato avanti giorno dopo giorno in silenzio ma con tanta costanza. Il racconto diventa così una metafora della vita: in fondo ognuno di noi, anche se si sente piccolo, può realizzare tutti i giorni grandi cose semplicemente mettendoci impegno e dedizione. E così, anche se è presente del dolore, questo trova sollievo grazie alla possibilità di donare un nuovo significato alla nostra esistenza.

L’uomo che piantava gli alberi commento

Proseguendo nel commento possiamo anche dire che L’uomo che piantava gli alberi è un racconto di pianificazione e rispetto della natura: nel progetto di Elzeard Bouffier nulla viene lasciato al caso, tutto viene pensato ma senza fretta, lasciando alla natura il tempo di crescere con armonia. Inoltre Elzeard, il pastore silenzioso e solitario, non piantò solo querce ma anche faggi e pioppi: se nei primi tempi portò con sé un gregge di pecore, ovvero degli animali che potevano vivere in quell’ambiente fatto di rocce e radure, successivamente, quando la fioritura iniziò, passò alle api, che meglio si adattavano al nuovo contesto.


Elzeard non usa orologi, segue i ritmi naturali della vita dormendo di notte e lavorando di giorno, con uno stile di vita in piena armonia con la natura. Tutto questo sembra ormai superato al giorno d’oggi in un mondo ossessionato dalla fretta e dalla smania di guadagno a tutti i costi: il personaggio di Elzeard Bouffier ci dimostra con semplicità che per raggiungere grandi obiettivi ci vogliono progetti e pensieri da portare avanti con calma e armonia, in contrapposizione a una vita frenetica basata sull’apparenza ma totalmente priva di sostanza.

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