Trionfo della morte D’Annunzio riassunto

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto breve e dettagliato del romanzo “Trionfo della morte” scritto da Gabriele D’Annunzio nel 1894 con trama, analisi e commento.

Riassunto Trionfo della morte D’Annunzio

Trionfo della morte è un romanzo psicologico di Gabriele D’annunzio scritto tra il 1889 e il 1894. È l’ultimo romanzo della trilogia de I Romanzi della Rosa di cui fanno parte anche il Piacere e L’innocente scritti in precedenza. Il romanzo è formato da 24 capitoli divisi in sei parti e inizialmente si sarebbe dovuto intitolare “L’Invincibile” prima di venire completato nella forma definitiva col titolo “Trionfo della morte”.

riassunto Trionfo della morte D’Annunzio

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto breve

Per iniziare il riassunto breve de Il trionfo della morte va presentato il personaggio di Giorgio Aurispa, esteta, uomo colto e raffinato discendente da un’antica famiglia abruzzese che da due anni è l’amante di Ippolita Sanzio, donna sposata intrappolata in un difficile matrimonio, motivo per cui aveva abbandonato il marito. Il racconto inizia a Roma, con una passeggiata di Giorgio e Ippolita al Pincio durante la quale un passante si suicida gettandosi nel vuoto. I due innamorati si ritirano in albergo e qui Giorgio legge all’amata le innumerevoli lettere scritte per lei quegli anni ma mai inviate, lettere in cui emergono il suo carattere inquieto, la sua folle gelosia e la sua passionalità fortemente torbida.

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto breve

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto dettagliato

Il riassunto dettagliato prosegue con Giorgio Aurispa che si reca a Guardiagrele, in Abruzzo, la sua città nativa, dove riprende i contatti con la famiglia. A Guardiagrele la crisi esistenziale di Giorgio si acuisce perchè torna a rivivere le complesse dinamiche familiari, con il padre che sta sperperando il patrimonio per mantenere un’altra donna con cui si era costruito una nuova vita: il padre rivela così di essere una figura dominante e abietta. Scioccato dal comportamento paterno e nauseato da quel legame di sangue, Giorgio Aurispa decide di visitare la stanza, rimasta intatta, dove lo zio Demetrio si era suicidato: qui subisce una fortissima attrazione verso lo stesso destino dello zio fino ad arrivare a sdraiarsi sullo stesso letto e impugnare la stessa pistola con cui il parente si era suicidato. Giorgio però si convince che può ancora trovare salvezza abbracciando le radici della propria stirpe e questo pensiero lo porta a rinunciare, seppur temporaneamente, al gesto estremo. 
Tuttavia la figura dello zio ossessiona la psicologia sensibile di Giorgio e ne aumenta l’insoddisfazione, sentimento che pervade anche la relazione con Ippolita, vissuta come un legame indesiderato con la degradazione della carnalità.

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto dettagliato

Trionfo della morte D’Annunzio trama

La trama del Trionfo della morte prosegue con Giorgio, disgustato dalla sua famiglia di origine, che vuole riscoprire le radici della sua gente e per questo decide di ritirarsi in un villaggio abruzzese sulle rive dell’Adriatico in compagnia dell’amata Ippolita Sanzio. Qui scopre il volto primordiale dell’Abruzzo, le credenze magico-superstiziose, i suoi costumi arcaici e il fanatismo religioso.

Trama Trionfo della morte D’Annunzio

Nonostante il clima di spensieratezza in cui i due amanti vivono per tre mesi sull’eremo abruzzese, alla fine Giorgio inizia nuovamente a provare una rinnovata repulsione per la vita pastorale, primitiva e superstiziosa degli abruzzesi, invece Ippolita ne rimane affascinata. La lussuria continua a consumare le residue forze di Aurispa impedendogli di incarnare l’ideale del superuomo a cui da sempre aspira. Inoltre è perseguitato dall’idea della morte e così al termine del racconto Giorgio Aurispa si suicida gettandosi da una scogliera portando con sè l’impotente Ippolita, tenuta tra le braccia del protagonista mentre i due precipitano verso la morte. 

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto

Trionfo della morte D’Annunzio analisi

Per iniziare l’analisi del romanzo “Trionfo della morte” di D’annunzio è importante approfondire la figura di Giorgio Aurispa, il protagonista. Giorgio è sostanzialmente un esteta decadente con una straordinaria capacità di parola che tuttavia non riesce a passare all’azione. Quando Giorgio incontra la famiglia a Guardiagrele, D’Annunzio insiste molto sulla sua eredita’ genetica malata, mettendo in evidenza le tare presenti nel padre e in una zia bigotta ed estremamente golosa; anche per questo Giorgio sente come “padre morale” lo zio Demetrio, morto suicida. Si esalta per le teorie di Nietzche, sogna di diventare il “Super Uomo” ma in realtà è un debole: prima è geloso di Ippolita in modo maniacale, poi se ne sente oppresso perché la donna amata inizia a suo parere a rappresentare la sensualità che lo spinge verso le cose materiali impedendogli di raggiungere i suoi ideali.

Continuando nell’analisi troviamo il personaggio di Ippolita Sanzio, col suo rapporto positivo e gioiso con la natura: Ippolita rappresenta per Giorgio la carnalità e la forza che il protagonista non arriva mai a possedere definitivamente. Alla fine è proprio Ippolita a suscitare l’odio di Giorgio, che con angoscia avverte la propria debolezza e la propria subordinazione. Da qui partono le fantasie omicide che porteranno all’uccisione della donna, trascinata nel baratro dell’omicidio-suicidio.

Trionfo della morte D’Annunzio riassunto

Trionfo della morte D’Annunzio commento

Per iniziare il commento de Il trionfo della morte per prima cosa va notato che il romanzo presenta un linguaggio musicale e contemporaneamente sia ricco che complesso: in questo consiste la staordinaria capacità di D’Annunzio di utilizzare magistralmente la parola con cui riesce a impreziosire il racconto. Il romanzo ha anche una dimensione simbolica, infatti è circolare perchè inizia con un suicidio avvenuto da un ponte al Pincio di Roma e finisce con il suicidio-omicidio dei due protagonisti. Per terminare il commento va inoltre sottolineato che nell’intera vicenda aleggia il suicidio dello zio Demetrio, il “padre ideale” di Giorgio Aurispa, il personaggio in cui il protagonista si riconosce maggiormente. 

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