Canto 4 Orlando furioso analisi

Canto 4 Orlando furioso analisi e riassunto breve e dettagliato del quarto canto del poema cavalleresco di Ludovico Ariosto intitolato “Orlando furioso”.

Orlando furioso canto 4 analisi

Prima di iniziare il riassunto del canto 4 dell’Orlando furioso, analizziamo brevemente l’intera opera: Ludovico Ariosto inizia la stesura dell’Orlando furioso intorno al 1505 con lo scopo di creare un poema cavalleresco per celebrare la dinastia degli Estensi. L’Orlando furioso è la prima grande opera letteraria ad essere pensata e composta dal suo autore in vista di una ben più vasta diffusione attraverso la stampa, ambizioso obiettivo che portò Ariosto a curare personalmente le edizioni del poema: l’Orlando furioso non doveva quindi restare solo alla corte estense ma diffondersi all’intera società italiana. La prima edizione uscì a Ferrara nell’aprile del 1516 ma l’opera, che riscosse da subito un notevole successo, continuò ad essere rivista e arricchita fino alla morte di Ariosto.

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Orlando furioso canto 4 riassunto

Per fare un riassunto brevissimo, nel canto 4 dell’Orlando furioso Bradamante, con l’anello rubato a Brunello, sulla base delle indicazioni di Marfisa, sconfigge il mago Atlante e riesce ad annullare il suo incantesimo, facendo scomparire il castello d’acciaio creato come prigione per Ruggiero. Tuttavia Ruggiero viene rapito ancora dall’Ippogrifo mentre Rinaldo arriva in Scozia e prende in carico la difesa di Ginevra.

Canto 4 Orlando furioso riassunto breve

Il riassunto breve del canto 4 dell’Orlando furioso si apre con Bradamante che si reca al castello del mago Atlante con Brunello, al quale ruba l’anello con lo scopo di liberare Ruggiero. Atlante aveva imprigionato con la magia il piccolo Ruggiero al fine di allontanarlo dal pericoloso destino prescritto dagli astri. Bradamante, una volta entrata in possesso dell’anello, forte e sicura di sé sfida il negromante a farsi vivo col suono del corno e in breve tempo sconfigge il mago Atlante che viene costretto a liberare tutti, eliminando gli incantesimi che tenevano in piedi il castello. Ruggiero e gli altri sono così liberi e lo stesso Ruggiero può cavalcare l’Ippogrifo ma verrà portato via dal cavallo alato lasciando ancora una volta sola Bradamante.

Nel frattempo Rinaldo, che aveva compiuto lunghi viaggi, si sofferma in un monastero per ristorarsi e i monaci gli raccontano della giovane Ginevra, accusata di adulterio da Lurcanio e condannata a morte.
Infatti Ginevra, pur essendo figlia del Re, verrà punita con la morte secondo le leggi dello Stato della Scozia, a causa delle relazioni amorose avute con un uomo senza essere sposata. Il padre di Ginevra, ovvero il Re, ha stabilito che chiunque avesse preso le parti della ragazza vincendo l’accusatore, avrebbe poi potuto prendere la figlia in sposa acquisendo inoltre il titolo di principe. Rinaldo decide quindi di prendere le difese della ragazza, chiedendosi come fosse possibile una tale crudeltà per la sola colpa di avere amato un uomo che non era il marito.

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Orlando furioso canto 4 riassunto dettagliato

Il riassunto dettagliato del canto 4 dell’Orlando furioso parte con Bradamante e Brunello, alle cui orecchie giunge un forte rumore: i due guardano in cielo e vedono passare il mago Atlante in groppa al suo cavallo alato, che si dirige verso il suo castello, portando con sè delle belle donne rapite nei paesi vicini.
Bradamante si dichiara pronta a partire per combattere il mago e il barone Brunello si offre subito come guida.

Il mattino seguente Bradamante e Brunello partono insieme e giungono ai piedi del castello del mago Atlante, che si trovava nei Pirenei sulla cima di un’alta montagna. Bradamante capisce che è il momento di uccidere Brunello per impossessarsi del suo anello ma per non commettere un atto vile, decide di non uccidere un uomo disarmato ma di immobilizzarlo legandolo ad un albero: riesce così ad impossessarsi dell’anello senza spargere sangue.

Bradamante, una volta giunta sotto la torre, suona il proprio corno e chiama alla battaglia il mago che non si fa attendere: Atlante esce in groppa all’Ippogrifo, armato del suo scudo (nascosto da un velo) e del suo libro di magia, con il quale riusciva a sferrare i suoi colpi senza neanche avvicinarsi al nemico.
Gli incantesimi vengono però annullati dall’anello e Bradamante sferra dei colpi a vuoto col solo intento di ingannare l’avversario.
Il mago Atlante, per porre fine al gioco, effettua il suo ultimo incantesimo liberando il proprio scudo dal velo che lo copriva.

Bradamante chiude gli occhi fingendo di svenire e così quando il mago, sceso da cavallo senza scudo e senza libro magico, si avvicina a lei per legarla, la donna si alza di scatto e riesce ad immobilizzarlo. Tuttavia, visto da vicino l’avversario, Bradamante si rende conto che in fondo è solo un povero vecchio e non riesce ad ucciderlo.
La donna domanda al mago perché si comporti in quel modo crudele, e così Atlante rivela che la sua unica intenzione è quella di salvare Ruggiero, da lui cresciuto, dalla morte che le stelle gli avevano predetto.
Le persone rapite avevano quindi la semplice funzione di fare compagnia al giovane Ruggiero, bloccato in quella prigione dorata.

Il mago cerca di scendere a patti ma Bradamante si dimostra ferma nella volontà di liberare l’amato Ruggiero e così lega il mago avviandosi con lui verso il castello.
Ma una volta giunti in cima, il mago Atlante spezza l’incantesimo, liberandosi da Bradamante e scomparendo insieme al castello. Tutti i prigionieri, tra i quali re Gradasso, Sacripante e Ruggiero, sono liberi e finalmente Bradamante e Ruggiero possono incontrarsi.

Scendono poi tutti insieme a valle e rivedono l’Ippogrifo di Atlante con a fianco lo scudo incantato: il cavallo alato fugge più volte ma alla fine va incontro a Ruggiero che sale in groppa credendo di riuscire a condurlo. Ma l’Ippogrifo, per volontà del mago Atlante, prende il volo portando Ruggiero via con sè.
Bradamante vede così ancora una volta scomparire l’amato Ruggiero.

Nel frattempo Rinaldo, dopo esser stato a lungo in mare in balia della tempesta, giunge finalmente in Scozia. Raggiunto un monastero in sella al suo cavallo Boiardo, chiede se ci siano imprese da compiere in quel territorio, imprese che possano dare fama ad un cavaliere. Gli viene risposto che la migliore impresa che può compiere consiste nell’andare in aiuto di Ginevra, figlia del re di Scozia, minacciata dal barone Lurcanio che la accusa di averla vista con un amante.
Secondo le leggi scozzesi, nonostante sia figlia del re, la ragazza rischia la condanna al rogo se nessun cavaliere sarà disposto a combattere per lei, sostenendo la sua innocenza. Il re prometteva inoltre in sposa la figlia a chi fosse corso in suo aiuto.

Rinaldo si indigna per quella assurda legge che mette a morte una donna per il solo motivo di unirsi ad un uomo che non sia suo marito e decide quindi di combattere per la salvezza di Ginevra.

Il giorno seguente Rinaldo lascia il monastero insieme a uno scudiero ma, una volta abbandonata la strada principale, i due uomini sentono il pianto di una donna. Corrono in suo aiuto e vedono la ragazza nelle mani di due malviventi intenzionati a ucciderla: alla vista di Rinaldo i due malfattori si danno alla fuga ed il cavaliere riesce così a salvarla. Nel canto 5 si scoprirà che la ragazza si chiama Dalinda e che era una cameriera proprio di Ginevra, la figlia del re di Scozia che Rinaldo sta andando a salvare.

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Analisi canto 4 Orlando furioso 

Per fare un’analisi del canto 4 dell’Orlando furioso va sottolineato il fatto che gli amori di Bradamante e Ruggiero costituiscono uno dei temi principali del poema: infatti la casa d’Este, a cui è dedicata l’opera, nasce appunto dall’unione dei due innamorati. Il loro amore è caratterizzato dal tema della continua ricerca: Ruggiero risulta spesso inafferrabile per Bradamante, come accade nell’episodio dell’Ippogrifo che porta Ruggiero via con sè. Bradamante non solo cerca l’amato ma deve anche scontrarsi con Atlante e le sue magie. Il mago protegge infatti Ruggiero per preservarlo da morte certa, così come rivelato dagli astri. Proprio per questo Atlante ha costruito un castello incantato sui Pirenei dove tiene prigionieri, insieme a Ruggiero, molti altri cavalieri e dame. In fondo Atlante si rivela essere un personaggio malinconico, tormentato da una tristezza interiore per una vita inutilmente spesa. L’intero castello svanirà con la sconfitta del mago per mano di Bradamante, ridando così la libertà a Ruggiero e a tutti gli altri prigionieri.

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Canto 4 Orlando furioso analisi

Continuando nell’analisi del canto 4 dell’Orlando furioso, arriviamo al punto in cui, sconfitto il mago, si apre per Ruggiero il tempo di un nuovo inganno: stavolta verrà portato via dall’Ippogrifo, con una fuga agevole e fluida del cavallo alato che rimanda alla poesia del movimento. Con questo espediente Ariosto fa apparire naturale il passaggio alle altre avventure di Rinaldo nella selva scozzese, famosa per le imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda. In Scozia Rinaldo è in cerca di imprese che possano dargli gloria e fama, imprese di una tale grandezza che i monaci a cui si rivolge non ritengono conveniente si compiano in quei boschi: il luogo ideale per le imprese di Rinaldo è la corte, dove il cavaliere potrà conseguire vera fama difendendo Ginevra, la figlia del Re, accusata da Lucranio.

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